Nota per essere la regione più piccola d’Italia, quella delle Marche ha tuttavia un territorio ben diversificato dal punto di vista paesaggistico, eno-gastronomico e culturale. La zona del Conero, infatti, è ricca di bellezze sia montane che marine, mentre i borghi storici come Gradara, Urbino, i Monti Sibillini, Frasassi e Recanati, sono solo alcuni dei luoghi che meritano una visita almeno una volta nella vita, sia per ammirarne le bellezze storiche sia per le loro bellissime spiagge.

Una meta da assaporare lentamente, senza fretta, lasciandosi trasportare dal suo dolce clima prevalentemente mite, che dalle colline arriva fino al mare e viceversa, magari gustando una calice di vino all’ombra di un ermo colle che per sempre ci sarà caro.

Le spiagge della Rivera del Conero vantano un mare pulito e incontaminato, un litorale unico con delle spiagge di sabbia e ghiaia che sono seconde solo alla Sardegna. Tra le numerosissime spiagge citiamo La Vela, nome dato dalla caratteristica forma dello scoglio che fronteggia il tratto terminale della spiaggia. 

Gradara con i suoi scorci paesaggistici, reperti storici e castelli è stata consacrata tara i borghi èiù belli d’Italia, coniugando arte, artigianato, natura e buona cucina. La cittadina è nota anche come la Rocca di Paolo e Francesca, che contrariamente a Giulietta e Romeo sono due sfortunati amanti realmente esistiti.

Urbino è una piccola città fortificata voluta da Federico da Montefeltro e fatta costruire a partire dal 1444.  Il cuore pulsante della città e senza dubbio il quartiere che racchiude il Palazzo Ducale, e, andare ad Urbino senza visitarlo sarebbe come andare a Parigi e non volgere nemmeno uno sguardo alla Torre Eiffel. 

I Monti Sibillini sono il quarto massiccio montuoso per altezza dell’Appennino continentale dopo Gran SassoMaiella e Velino-Sirente posto nell’Appennino umbro-marchigiano, lungo lo spartiacque primario dell’Appennino centrale, a cavallo tra Marche e Umbria,

Le grotte di Frasassi sono un vero capolavoro della natura, i suoi scenari unici sono opera dell’acqua che da oltre 190 milioni di anni, leviga la roccia con “sapiente maestria”.

La scoperta risale al settembre del 1971 ad opera di alcuni speleologi, che incuriositi dalla corrente d’aria che fuoriusciva da un foro originato nella terra, scavando arrivano ad una piccola sala.

Recanati è più di tutti il luogo che ci riporta al ricordo di un uomo che tra i banchi di scuola abbiamo tutti un po odiato, ma che con la maturità ne abbiamo scoperto la grande modernità. Devo proprio dirvi di chi stiamo parlando? 

Tutto in questa piccola cittadina ci sussurra il suo nome, dai colli, ai vicoli, agli sconfinati silenzi, e sterminati spazi.

Impensabile un salto nelle Marche senza visitare questo grazioso borgo adagiato sul Monte Tabor.

E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.

                                                                 Giacomo Leopardi

2020-09-30T08:59:25+01:00